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Elena Cantarella | Salvo Trombetta. Contrasti

“In inverno la Playa si riappropria del mare, l’acqua è tersa, la spiaggia è litorale. Dirigendomi verso Siracusa lo scorrere incontaminato del paesaggio marino è interrotto dalle ciminiere delle fabbriche; ma poco più avanti ritorna il mare limpido.” Da questo breve viaggio, racconta l’artista Salvo Trombetta, nasce l’idea di Contrasti, una serie di dipinti che narrano dell’inquieta convivenza tra uomo e natura e che coronano un impegno artistico durato quattro anni. 

Un impegno che ha seguito liberamente le “intermittenze del cuore”, perché per Trombetta l’arte è compimento di una diversione dalla quotidianità, allontanamento dalle preoccupazioni che popolano la sua attività di avvocato penalista. Dipingere è allora il “buen retiro”, ritrovamento di se stessi; e l’arte attinge di nuovo nella propria dimensione di sognante gioco le ragioni esigenti della verità e della bellezza.
Vero emotivo che si concretizza in paesaggi nati dall’osservazione delle cose, durante semplici tragitti in auto. Ma in quelle avventure del quotidiano talvolta emerge un’inquietudine, una necessità lirica da riportare sulla tela con spatole e chiodi, in una pittura materica che si costruisce strato su strato attraverso spesse stesure di acrilici, colature di smalti, orizzonti di bitume e graffi profondi a creare il movimento della superficie. L’immagine si struttura così mediante la luce, attraverso il bianco che l’artista stende per preparare la tela e che con graduali aggiunte di colore vira dal suo tono iniziale, fino ad arrivare al suo opposto e a raggiungere effetti bicromi, in un impeto fra il sironiano e la Nuova Figurazione.
La natura interpretata da Trombetta è un mare agitato e spumoso sotto cieli neri, avvolti in una densa atmosfera da cui, come immagini dietro vetri non più appannati, emergono i segni della civiltà umana. Ciminiere nerastre e fumiganti, case abbandonate senza porte o finestre, vele che solcano i mari sono trascesi in cilindri, parallelepipedi, triangoli, ordinate figure geometriche contro le evanescenti linee del mare e dell’aria. E una volta che l’opera è conclusa ha inizio il suo essere nel tempo accidentale, che implica da parte dell’artista un rispetto della materia tale da accettarne ogni mutamento avvenire e a considerare qualsiasi correzione un’intromissione inammissibile.
Il percorso pittorico che conduce Salvo Trombetta alla mostra Contrasti parla di colori accesi, di arancioni che illuminano i cieli, di vele ed edifici dalle più svariate cromie che l’artista si lascia alle spalle per ricondurli a una semplicitas cromatica capace di narrare con più alta intensità l’opposizione tra le cose.
Davanti ai quadri di Trombetta ci si lascia rapire dai contrasti: grovigli di colore e fumi delle ciminiere creano cappe cineree fin sulle nostre teste, giungendo ad approdare alla mollezza diurna di un cielo sabbioso, dove penisole di villaggi marini galleggiano tra le fasce di un mare azzurro, e a riva le barche giacciono come oziosi bagnanti, come pensieri trascolorati in immagini.

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